La domanda morale più ricorrente tra gli studenti universitari è sempre la stessa: è lecito usare della carta fotocopie per riprodurre un libro? L’annosa questione è legata non solo al diritto d’autore dell’opera – e quindi alla legislazione che la tutela – ma anche alla quantità delle pagine fotocopiate, oltre all’uso di queste che se ne fa. Alcuni libri possono essere fotocopiati con assoluta libertà di azione, l’importante è che i diritti d’autore siano definitivamente cessati. Dopo 70 anni dalla morte dell’autore, l’opera – qualsiasi opera – è considerata di libero dominio, e quindi tutti possono riprodurla senza cadere in misfatti legali. Per esempio, è lecito fotocopiare tutta la Divina Commedia, o i Promessi Sposi. Nel caso che non siano trascorsi questi settanta anni dalla morte dell’autore, allora il copyright può essere violato, e quindi si può cadere in errore. L’alternativa dipende dall’autore stesso: se questo iscrive la sua opera sotto la licenza di Creative Commons, decide di non voler ricevere nessun denaro per quella opera e quindi allarga la fruibilità dell’opera stessa, e con questa la probabilità di poterla fotocopiare. Se poi l’opera non rientri in questi casi, è possibile farne delle copie solo se le pagine copiate risultano il 15% del totale delle pagine.

Comments are closed.